Cisterne e cunicoli del sottosuolo di Napoli
I cunicoli della Napoli sotterranea — foto: Photo2023 · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Sotto il centro storico di Napoli esiste una seconda città, scavata nella stessa roccia su cui è costruita quella in superficie. Il tufo giallo napoletano è tenero, facile da tagliare e abbastanza solido da reggere: per questo i napoletani hanno estratto materiale da costruzione da sotto le proprie case per oltre duemila anni, lasciando un reticolo di cave, cisterne e cunicoli che oggi si può visitare in più punti della città.

Dalle cave greche all'acquedotto

Le prime grandi cavità risalgono all'epoca greca: blocchi di tufo estratti per costruire mura e templi, con le camere di cava che restavano vuote sotto il livello stradale. I romani ampliarono il sistema e lo collegarono a un acquedotto che portava in città l'acqua delle sorgenti dell'entroterra campano, distribuendola in una rete capillare di cisterne. Ogni palazzo poteva avere la propria riserva d'acqua, raggiungibile attraverso un pozzo interno.

Il sistema restò in funzione, con continui adattamenti, fino all'età moderna. Fu un'epidemia di colera, alla fine dell'Ottocento, a decretarne la fine come rete idrica: i pozzi vennero chiusi e la città si dotò di un acquedotto nuovo. Le cavità, però, rimasero dov'erano, dimenticate per decenni sotto le strade.

I rifugi della Seconda guerra mondiale

Durante la Seconda guerra mondiale quelle stesse cisterne furono riadattate a ricoveri antiaerei. Vennero aperti nuovi accessi, costruite scale, allargati i cunicoli, portati sottoterra letti, sedie, giocattoli, generatori. Migliaia di persone trascorsero lì sotto lunghi periodi durante i bombardamenti, e alcune vi rimasero a vivere anche dopo.

È la parte del percorso che colpisce di più: scritte a carboncino sulle pareti, disegni infantili, oggetti quotidiani lasciati dove stavano. Il passaggio dal racconto archeologico a quello della memoria recente avviene nello spazio di pochi metri, e rende la visita molto più di una curiosità geologica.

Come funziona la visita

I percorsi sotterranei si visitano con guida e in gruppo, lungo itinerari definiti: non è possibile girare liberamente. Esistono inoltre più siti distinti, gestiti da soggetti diversi, che non vanno confusi tra loro. In centro si trova il complesso di cisterne e rifugi accessibile dal cuore del reticolo antico; sotto una basilica di Via dei Tribunali si visitano gli scavi dell'antica area di mercato; verso la zona di Chiaia si scende in una grande galleria ottocentesca scavata nella collina; nella parte alta della città si visitano le catacombe paleocristiane. Orari, durata e modalità di prenotazione cambiano da un sito all'altro, quindi conviene verificarli sui rispettivi canali ufficiali prima di presentarsi all'ingresso.

La discesa avviene quasi sempre a piedi, lungo scale anche lunghe. Sottoterra la temperatura resta fresca e costante tutto l'anno, l'umidità è alta e l'illuminazione è volutamente discreta. Alcuni percorsi prevedono un passaggio facoltativo in cunicoli molto stretti, affrontato con una piccola candela in mano: è la parte più suggestiva, ma è sempre possibile saltarla e ricongiungersi al gruppo per la via principale.

Consiglio pratico: porta una felpa leggera anche in piena estate e indossa scarpe chiuse con suola antiscivolo. Lo sbalzo di temperatura rispetto alla strada si sente dai primi gradini.

A chi è adatta e quando farla

La visita è alla portata della maggior parte dei visitatori, bambini compresi, ma richiede di camminare, salire e scendere scale e stare in ambienti chiusi. Vale la pena tenere presente qualche aspetto pratico:

  • chi soffre di claustrofobia può partecipare evitando i cunicoli più stretti, che sono sempre opzionali;
  • per problemi di mobilità è meglio informarsi prima, perché i percorsi non sono accessibili in sedia a rotelle;
  • i gruppi partono a orari fissi e nelle stagioni di punta si riempiono, quindi la prenotazione è consigliata;
  • è un'ottima soluzione per le giornate di pioggia o per le ore centrali dell'estate, quando camminare in superficie è faticoso.

Due ore sottoterra sono un intervallo climatico oltre che culturale, e cambiano completamente il modo in cui si guarda la strada al ritorno. Uscire dal sottosuolo e ritrovarsi di colpo nel rumore di un vicolo è una delle esperienze più napoletane che si possano fare: la stessa città letta a due quote diverse.

Soggiornare in centro rende tutto più semplice, perché gli ingressi principali ai percorsi sotterranei si trovano a breve distanza a piedi. Le sedi Hall inn B&B in Chiostro e Hall inn B&B in Center sono in Via del Chiostro 9, nel cuore del centro storico, mentre Hall inn B&B in Naples è in Via Guglielmo Melisurgo 15, vicino al Molo Beverello: una base comoda per organizzare la visita al mattino e rientrare in camera a riprendere fiato prima di ripartire.

Scendi nel sottosuolo partendo da B&B Hall inn

Le camere di B&B Hall inn sono a breve distanza dagli ingressi dei percorsi sotterranei del centro. Scrivici su WhatsApp per disponibilità e informazioni sulle tre sedi.